Editoriale VII

massoneria, René Guénon, Tradizione, Simbolismo, Coomaraswamy, Spiritualità

Redazione

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Il presente numero della rivista è dedicato al ruolo della discriminazione nel percorso iniziatico. Questione capitale per comprendere la corretta collocazione dell’elemento “mentale” nell’uomo, avrà un ulteriore sviluppo nel numero successivo.

La trattazione è aperta dal nostro abituale collaboratore Albano Martín de la Scala. In una breve ma illuminante esposizione egli segnala l’importanza della preparazione teori­ca quale base per un percorso di ricerca spirituale, e sintetizza funzione e limitazioni del discernimento.

I limiti del mentale, ripreso dal cap. XXXII delle Considerazioni sull’Iniziazione di René Guénon, è a sua volta un testo chiave per la questione che trattiamo.

Segue il Mito della Caverna, uno dei testi più conosciuti di Platone, nel quale è chia­ramente rappresentata la differenza esistente tra conoscenza razionale e conoscenza in­tellettuale.

Dalla tradizione ebraica pubblichiamo due contributi centrati sul tema trattato: un estratto della Guida dei Perplessi di Maimònide, che, nonostante il titolo, presenta chia­re connotazioni iniziatiche, e, di ordine più esteriore, alcuni estratti dei Pirqé Avot, rac­colta di detti e sentenze di rabbini dell’epoca della Mishnah (II secolo).

Nel Convivio, di cui riproduciamo un frammento del Trattato III, il Sommo Poeta ci presenta una traccia del percorso iniziatico indicando il ruolo dalla “ragione”.

Le considerazioni scritte dallo Sheikh al-Akbar circa la Saggezza del profeta Elia, af­frontano le relazioni tra speculazione e intelletto secondo uno dei Maestri della tradi­zione islamica.

Come già in altri numeri recenti di questa rivista, gli scritti dei Padri Taoisti, con la loro semplicità e profondità, fungono da contrappunto estremo-orientale alla questione.

Chiude questo numero una breve ma illustrativa fiaba della tradizione popolare europea.

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