Editoriale

L’argomento che il presente numero della rivista intende approfon­dire è quello del Verbo e più in generale della Parola.

Nel primo testo proposto, “Verbum Lux et Vita”, René Guénon tratta del Verbo, sorgente di vita e origine della manifestazione.

L’articolo seguente è un estratto de La fede ortodossa di Giovanni Damasceno, in cui l’autore descrive la generazione del Verbo, il suo creare ciò che è manifestato, e indica l’analogia di questo processo con quello della manifestazione della parola umana.

Dalla tradizione islamica proponiamo uno scritto di Ahmad al-‘Alawi dal titolo Il simbolismo delle lettere dell’alfabeto, nel quale lo stesso processo è presentato appoggiandosi al simbolismo offerto dalla scrittura.

Alcuni Frammenti di saggezza a proposito del Logos tramandatici da Eraclito compongono il capitolo seguente.

Le indicazioni su come far rinascere il Verbo nella parte più intima dell’essere sono presenti nel trattato Prædica Verbum di Meister Eckhart.

Nell’articolo Il Verbo e il Simbolo, René Guénon afferma che «Il Verbo divino si esprime nella Creazione», esso è eterno e in ogni istante dà la vita a tutto il creato; ogni aspetto della manifestazione, al suo livello, ne riflette qualcosa e può quindi essere preso come sim­bolo e supporto in vista di un ritorno a Lui.

Questo percorso verso il proprio Principio è approfondito negli estratti dell’Itinerarium Mentis in Deum di San Bonaventura e ne La migrazione di Abramo di Filone D’Alessandria, laddove sono esaminate le tappe successive che ripercorrono in senso inverso quanto avviene con la creazione, secondo la prospettiva cristiana ed ebraica.

L’articolo Nuove considerazioni sul Linguaggio segreto di Dante di René Guénon funge da presentazione al De Vulgari Eloquentia di Dante Alighieri, trattato che sotto le apparenze di uno studio sull’idioma ita­liano nasconde la ricerca della lingua primordiale e naturale, quella che permette all’uomo di elevarsi alle intuizioni più alte.

Chiude questo numero una fiaba veneziana, Muta per sette anni, in cui traluce la potenza della parola e il rischio insito in un suo uso non appropriato.

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