Editoriale

Redazione

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Ne La malattia dell’angoscia René Guénon parla dello stato di squilibrio e instabilità che caratterizza la nostra epoca e di come questa situazione generi inquietudine e spesso addirittura angoscia, mali che hanno una comune radice nell’ignoranza e che sono incompatibili con la vera conoscenza, che ne è la cura. L’argomento dell’agitazione viene trattato anche dal nostro nuovo collaboratore Bruno Montolio con l’articolo I misfatti della fretta, dove è messo in risalto come il mondo in cui viviamo sia preda dei nefasti influssi di questo vizio e di come essa sia un grave ostacolo sul cammino spirituale.

Da La vita solitaria di Petrarca proponiamo un estratto della prima parte, nella quale è mostrato il contrasto fra la drammatica condizione di “prigionia”, agitazione e inquietudine in cui si trova un ricco e disonesto cittadino e, per converso, le possibili aperture spirituali favorite nell’uomo virtuoso dalla vita solitaria, trascorsa nella calma e nel silenzio della natura.

Tutte le forme tradizionali sono concordi nell’attribuire grande importanza al silenzio da diversi punti di vista, e il suo uso quale strumento nella ricerca della conoscenza è uno fra questi. Sul tema dei benefici spirituali insiti nel silenzio, da intendersi non solo in senso fisico ma anche interiore, proponiamo alcuni estratti de L’erede delle cose divine di Filone d’Alessandria e, sempre con riferimento alla tradizione ebraica, il capitolo XXXII dell’opera Scelta di perle di Rabbi Salomon Ibn Gabirol. L’argomento del silenzio e quello connesso del segreto nella tradizione cristiana e nel taoismo sono trattati rispettivamente nell’articolo del nostro collaboratore Jacopo Ammi Silenzio e Segreto e nella raccolta di citazioni di Lao-Tzeu, Lie-Tzeu e Tchoang-Tzeu Apologhi sul segreto.

La vera sapienza è nascosta e velata, non si apprende sui libri: il tema, strettamente legato a La sapienza dell’idiota di Nicola Cusano presentato nel no 39 di questa rivista, è sviluppato nel testo Della vera Sapienza, secondo scritto di Francesco Petrarca che proponiamo in questo numero. Lo scritto del Sufi Aḥmad ibn ‘Ajîba Spiegazione dei talismani dai quali è velato lo stato di signoria tratta, in modo sintetico e profondo, «della rimozione dei veli che ricoprono il segreto ben custodito» della Verità.

Il vero se­greto risiede nell’inesprimibile, presente in ogni verità d’ordine trascendente, l’odio moderno verso di esso è creato ad arte dalle forze antitradizionali per impedire di penetrarlo e non è «altro che una delle forme dell’odio per tutto ciò che supera il livello “medio”, e anche per tutto ciò che si discosta dall’uniformità che si vuol imporre a tutti». È questo l’argomento approfondito da René Guénon nell’articolo L’odio per il segreto.

Chiude il presente numero una breve fiaba dal titolo Il Chiodo, scritto nel quale è ripreso il tema dei danni causati dalla fretta.