Editoriale

Redazione

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Il presente numero della rivista, in continuità con il precedente, è dedicato all’approfondi­mento del ruolo della discriminazione nel percorso iniziatico, con particolare riferimento alla sua relazione con l’orizzonte intellettuale.

L’articolo di fondo del nostro collaboratore Albano Martín de la Scala, ricco di spunti per il lettore, introduce il tema ed evidenzia come l’orizzonte intellettuale segni il punto d’incontro fra il terrestre e il celeste, là dove il razionale “viene spinto ai suoi limiti superiori, a incontrare il puro intelletto”.

L’argomento dell’importanza della conoscenza di se stessi è esaminato nei tre testi successi­vi, gli articoli Conosci te stesso di René Guénon, dove è indicato come l’uomo possa trovare la vera conoscenza solo in se stesso giacché “ogni conoscenza non può essere acquisita che mediante una comprensione personale”, e La “E” a Delfi di Ananda K. Coomaraswamy, sepa­rati dal celebre trattato di Plutarco La “E” di Delfi.

Segue la seconda parte del Trattato III del Convivio, dove Dante Alighieri spiega come la filosofia sia la perfezione della ragione e di come non possa esservi felicità vera senza sapienza.

Gli estratti dall’Etica Nicomachea di Aristotele che pubblichiamo trattano della differenza tra sapienza e saggezza e dei rapporti che la comprensione e l’indulgenza hanno con l’intelletto.

In questo numero presentiamo un secondo articolo di René Guénon, Cuore e cervello, che tratta magistralmente degli aspetti simbolici connessi a questi due elementi costitutivi dell’es­sere umano e dei loro reciproci rapporti.

Il discernimento spirituale nel cristianesimo è il lavoro proposto dal nostro collaboratore Jacopo Ammi nel quale, dopo una breve introduzione, sono presentati estratti delle opere di Diadoco di Fotica, San Giovanni Climaco e San Bernardo di Chiaravalle.

Sorprendente e molto profondo, sul tema della vera sapienza, il Dialogo La sapienza del­l’idiota di Nicola Cusano.

La composizione di posizioni contrastanti attraverso la corretta interpretazione è trattata in un estratto del commento advaita di Shankara al primo dei quatto capitoli dei Brahma-Sûtra.

In chiusura proponiamo Il termine della vita, una breve fiaba popolare nella quale è eviden­ziata quale sia la condizione dell’uomo profano, privo di una prospettiva tradizionale e rinchiu­so negli angusti limiti della vita terrena.